Rapida Biografia della mia vita

Sono nato a Napoli nel 1954, anno di nascita della TV, della morte di De Gasperi, del lancio artistico di Sofia Loren in Italia e Marlon Brando in America.

Sono napoletano DOC perchè nato nella casa dei miei nonni materni nel quartiere avvocata, in via Rampe del Cavone (questo il link a google maps), una traversa che da piazza Dante porta su fino all'incrocio tra Salvator Rosa e via Imbriani, non completamente DOC perchè la strada (una volta un vallone), si trova al di fuori delle famose 7 porte di Napoli.

Della mia infanzia ricordo molto distintamente i continui traslochi che a causa del lavoro di mio padre, anch'esso napoletano, eravamo costretti a fare tra il Lazio e la Campania.

E' così anche la scuola i luoghi e gli amici sono stati sempre un nuovo inizio, a volte bello a volte brutto. Fino ai 16 anni faccio ben 7 traslochi.

A dicembre 1970 sono a Casoria e smetto di studiare (cosa che facevo con pochissimo impegno), perchè grazie a mio nonno frequento un corso per apprendista meccanico aeronautico.

A febbraio 1971, dopo aver superato il corso teorico e pratico, vengo assunto nella mitica ATI (aero trasporti italiani), come apprendista.

Guadagnavo ben 75mila lire al mese (o giù di lì), un'enormità per quegli anni e per quella qualifica. La giovanissima età e la conseguente dose di insofferenza rischiava di veder svanito il sogno di mio nonno che dopo 50 anni di aviazione civile e la medaglia di Cavaliere del Lavoro, voleva fortemente che a un Di Giacomo andasse il suo testimone aeronautico.

Intanto ero andato a vivere da solo e solo grazie alle sue incessanti "attenzioni", prima di partire per il militare, supero gli esami di ammissione alla qualifica di operaio e vengo definitivamente assunto dopo ben 39 mesi di apprendistato (un vero record negativo).

Come meridionale il servizio militare lo faccio a Cervignano del Friuli nel mitico battaglione Nembo come radiofonista, una buona sistemazione che mi ha evitato molti servizi incombenti alla truppa. La vera fortuna mi è derivata dal fatto che intanto i miei familiari si erano trasferiti a Mestre, quindi mi ritrovavo ad un'ora di treno da casa dove andavo ogni 15 giorni, con il piacere di mia madre che li aveva rilevato anche un'attività commerciale, forse nell'idea che finalmente si sarebbero fermati.

Nel 1975 termino il servizio militare, con mio padre in ospedale per un tumore molto grave, che però la sua fortissima volontà di vivere lo porterà a resistere altri 14 anni.

E' anche l'anno del mio primo voto, che intanto avevano abbassato ai 18 anni, e decido di votare "in alto a sinistra, vota comunista".

A settembre riprendo il lavoro, mi iscrivo alla CGIL ed al Partito Comunista e nello stesso anno divento Segretario della Cellula PCI Aeroporto. Vivo intensamente anche la vita di sezione, la grande S. Carlo all'Arena.

Intanto la mia famiglia, causa il tumore di mio padre tornano al sud ed io torno a vivere con loro.

L'attività politica e sindacale mi impegna in modo totale, studio e leggo tutto quello che mi era possibile, frequento brevi corsi di partito. In qualità di "rappresentante della classe operaia", vengo eletto negli organismi cittadini e zonali.

Nel mitico anno 1976, partecipo al più grande Festival dell'Unità del dopoguerra, con l'incarico di predisporre un servizio di smistamento aereo ai vari Festival dell'Unità che si svolgevano in contemporanea in italia. In sostanza ogni mattina consegnavamo al personale di volo delle cassette sui dibattiti del giorno prima, che venivano ritirate da altri compagni nei vari aeroporti e proiettate in differita (come faranno in seguito le prime televisioni private).

Presi le ferie ed insieme ad altri compagni per 14 giorni ne garantimmo la distribuzione contro ogni avversità. Come quando un comandante si insospettì del pacchetto e della videocassetta e mi denunciò all'ATI (in quell'occasione sulla mia cartella personale scrissero "elemento sovversivo e rivoluzionario"), o quando un compagno ritardava e la cassetta si spostava per l'italia fintanto non l'intercettavamo e riuscivamo a rimandarla a destinazione (allora non c'erano i telefonini).

Nel 1980 "vengo" candidato al Comune di Napoli, allora le candidature venivano decise nella logica delle "rappresentanze" nella lista.

Nel mio caso fui scelto per i risultati del proselitismo in aeroporto (oltre 250 tesserati su circa 1.200 lavoratori); la battaglia per la nascita della GESAC (la società di gestione pubblica dello scalo aereo napoletano, che segnò una svolta nazionale); la vittoria della vertenza ATI (che l'Alitalia voleva trasferire a Roma, perchè non c'erano più gli aiuti dell'IRI, che vincemmo con l'espansione dell'azienda e decine di nuove assunzioni).

In sostanza sapevo che non dovevo essere eletto ma solo "rappresentare bene il partito".

Ricordo ancora il mio numero di lista il "29", che a Napoli non è proprio un bel numero. I compagni mi sfottevano "vedrai come lo ricordano il tuo numero"; infatti, anche senza fare campagna elettorale (a quei tempi era vietatissimo, pena l'espulsione), presi circa 1.800 voti.

Pochissimi per l'elezione, tantissimi considerando che nella mia zona elettorale Stella, San Carlo All'Arena, Colli Aminei pochi mi indicavano nella "quaderna". Erano voti al "29"? oppure i voti portatimi dai compagni dell'aeroporto; a me... piace pensare all'ultima.

Nel 1984 decido di mettere fine dell'impegno politico attivo a favore dell'attività sindacale di delegato aziendale che lascerò nel 1991 per dedicarmi a tempo pieno al dopolavoro fino al 2001.

Nel 2006 l'ineluttabile crisi Alitalia mi fà decidere per la mobilità, ed ora sono in attesa della pensione che verrà nel 2011, dedicandomi ai miei passatempi preferiti: leggere, viaggiare e l'informatica.
Amo leggere di tutto, quando scopro un autore vado alla ricerca di tutto cio che ha scritto.
Mi piace molto viaggiare e se ne avessi le possibilità economiche, viaggiarei sempre per scoprire cose nuove, genti, tradizioni, culture.
Sono anche appassionato di informatica e di internet, mi piacciono i musical; adoro Jesus Christ Superstar, Evita, il gobbo di Notre Dam e non disdegno gli altri.

A questo Blog che vivrà fino al giorno successivo al mio ultimo compleanno, voglio lasciare i miei pensieri, le mie riflessioni, i miei flashback.

 

Vincenzo