
|
| Titolo |
Comici spaventati guerrieri
|
| Autore |
Stefano Benni
|
| Sintesi |
Anche in questo caso si tratta di un romanzo poliziesco nel corso del quale il tradizionale meccanismo del romanzo poliziesco, quello della ricerca e della scoperta dell'assassino, perde progressivamente di interesse non tanto per il lettore quanto per l'autore. Come in Gadda risultava evidente la condanna morale del generone romano e del fascismo, cos¡ in Benni è evidente la condanna degli emergenti del Condominio sul Bessico, più milanese che romano. È poco interessante sapere chi ha ucciso materialmente Leone l'Allegro, che irritava i padroni perché sorrideva e non se ne capiva il motivo, quando avrebbe potuto essere indifferentemente il trafficante d'armi, o lo spacciatore, o "la portinaia perché gli pestava l'erba". Come Gadda, Stefano Benni assume, in un mondo in cui questo non è più di moda, i tratti del moralista per la sua fedeltà ad una visione del mondo, che ovviamente non è quella di Gadda ma piuttosto analoga a quella che era di moda nell'"indimenticabile" '68. |
|
|