"Un Commissario straordinario è un dirigente pubblico, nominato dal governo, per far fronte ad incarichi urgenti o straordinari nella Pubblica Amministrazione, tramite un accentramento dei poteri e un'azione in deroga.
La figura del Commissario straordinario è stata istituita dalla Legge 400/88, che recita: "al fine di realizzare specifici obiettivi deliberati dal Parlamento o dal Consiglio dei Ministri, o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento tra amministrazioni statali, può procedersi alla nomina di commissari straordinari del Governo".
I commissari straordinari possono operare tramite procedure accelerate, e in deroga alla normativa vigente. Possono, ad esempio, assegnare senza bando di gara d'appalto, ma a propria discrezione, i lavori pubblici.
Il Sole 24 Ore stima in 10.000 il numero totale dei commissari, molti dei quali nominati per far fronte a situazioni di emergenza. Il loro numero non è certo e nessuno, neanche la Corte dei Conti, ne monitora i costi e i risultati."
Questa legge che dovrebbe coadiuvare le emergenze è diventato di fatto uno strumento per far sperperare denaro pubblico da parte di politici trombati o in parcheggio.
In alcuni casi anche per foraggiare alcuni assessorati nella loro azione di normale gestione che, con questa scelta, diventa non censurabile.
L'abnorme uso di questo strumento dimostra come la politica non sia più sorretta da regole e principi, ma dalla capacità di poter esercitare il potere, in questo caso, "senza ma e senza se".
Perciò una rivoluzione, a mio avviso, urgente e necessaria per il nostro paese è quella di recuperare le regole e i principi alla base dell'azione degli eletti, ed ancor di più, dei partiti che dovrebbero rivolgere la loro "azione all'etica del fare" per soddisfare le necessità della gente, piuttosto che quella dei propri affiliati o nel peggiore dei casi, la propria.
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