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La sfortuna di essere onesti
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Martedì 20 Ottobre 2009
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"Voleva fare l'ingegnere. Andava molto bene a scuola, sapeva già leggere e scrivere.... educato, pignolo, ordinato. Adorava disegnare. Era molto ambizioso".

La sua sfortuna essere figlio di una emigrata capoverdiana, che per dignità e pudore cercava di non fargli sentire la povertà, la sua condizione di diverso in un Paese che lo aveva accolto ai margini della società civile.

Sembra una storia di altri tempi, di altri posti, invece è una storia dei nostri tempi, perchè questi sono i tempi che ci si prospettano nell'immediato futuro.

Miseria e povertà tornano ad essere i sinonimi della condizione del sud. Nei quartieri dove i topi aggredivano gli infanti nella loro culla, oggi si può morire anche.... per un braciere.

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La sfortuna di essere onesti
Martedì 20 Ottobre 2009

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