Alcuni anni fa, precisamente nel 2008, per contrastare il lavoro nero venne inventato il buono lavoro.
Sembrava la panacea contro l'evasione fiscale delle prestazioni occasionali: TU compri i buoni lavoro; LORO li trasformano in moneta contante alla posta o dal tabaccaio.
La novità stava nel fatto che chi comprava il buono pagava le ritenute di legge e chi lo riceveva era in regola con INPS, INAIL etc.
Dopo 3 anni dall'istituzione ho fatto una ricerca sul web per verificarne la diffusione e la soddisfazione.
Per la soddisfazione potete leggere cosa ne pensano i navigatori su questa pagina di FB (http://www.facebook.com/pages/Utilizzare-i-Buoni-Lavoro/199325943486202).
Per la diffusione leggete qui (http://www.cliclavoro.gov.it/news/Pagine/Inpsvenduti20milionidibuonilavoro.aspx).
Questa forma di pagamento rappresenta di fatto l'incontro tra libera offerta e richiesta occasionale, andando a coprire tutte quelle attività atipiche (ma molto comuni) per le quali, SEMPRE, pur ricevendo una dichiarazione di prestazione restiamo con il dubbio se essa comporti un effettiva registrazione fiscale, contributiva etc.
Insomma questo strumento contenendo tutti gli elementi sopraindicati, sancisce la NOSTRA e l'ALTRUI correttezza verso la comunità.
Ho pensato perciò di poter proporre ad una badante ad ore, ad una donna delle pulizie, all'idraulico, ad un elettricista di essere pagati in questo modo e TUTTI mi hanno risposto che sarebbe stato troppo complicato per loro, non riscuotere ma, trarre davvero un vantaggio da un sistema totalmente sconosciuto ai più, ponendoli così in diretta competizione con i clienti sicuramente non inclini ad accettare una prestazione alla quale dovevano aggiungere un problema in più.
La competizione è spostata, quindi, dal prestatore d'opera al cliente che finisce per preferire denaro subito senza ulteriori grattacapi ed inoltre ripulito dall'obbligo fiscale.
Se quell'obbligo fiscale fosse possibile detrarlo, interamente, dalla propria dichiarazione, avendo in capo al ricevente l'obbligo di versarlo con la propria dichiarazione dei redditi, lo stato sarebbe facilitato nel controllo dell'evasione e la competizione tornerebbe al regista naturale: il richiedente (cliente).
In pratica concordo 7,5€ all'ora, pago con un buono da 10€ per ogni ora, scarico 2,5€ per ogni buono utilizzato dalla mia dichiarazione ed il prestatore d'opera dovrà lui versare quei 2,5€ da me anticipatigli dalla sua dichiarazione annuale.
Facile, No!!.
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