Oggi ho visto in diretta il confronto tra i Candidati alla carica di segretario del Partito Democratico.
Debbo riconoscere l'assoluta novità di questo confronto, ma anche la bellezza di questo confronto.
Riconosco a tutti e tre i candidati, una forte carica comunicativa ed una chiara visione di dove vogliono portare questo partito.
Se dovessi fare una pagella o stabilire una preferenza, dico sinceramente che la difficoltà è molta.
Questo significa che, per un partito ancora da creare, tutte le idee sono buone e tutte sono condivisibili.
Io sceglierò Bersani perchè mi infonde la necessaria sicurezza sulla creazione di un partito organizzato, con delle regole ed un progetto complessivo di società nuova molto più vicino alle mie convinzioni.
Il partito che vorrei è innanzitutto un partito che avvicini la gente, tutta, ma soprattutto quella ai margini, quella che ha più bisogno di aiuto per difendersi da chi la vorrebbe sempre più ai margini è sempre più asservita agli obiettivi del cosiddetto "libero mercato".
Un partito che ponga i suoi militanti al centro delle discussioni e che da questi tragga le linee di indirizzo e di azione specifica.
Un partito che utilizzi le moderne tecnologie integrandole come strumento e non come veicolo di diffusione di scelte operate altrove.
Un partito che si inalberi contro lo strapotere finanziario e operi per ricondurlo nell'alveo dell'uso "a favore di".
Oggi si è parlato di programmi, di visioni sociali, di obiettivi. Se questo dibattito si fosse svolto nella fase delle primarie degli iscritti, forse avremmo avuto più dibattito nei circoli (almeno nel mio), invece della semplice e stereotipata assemblea il cui unico traguardo è stato quello del voto.
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