Il risultato delle primarie in Puglia dimostra, senza toni di smentite, che le alleanze tra i partiti non possono trascurare quelle più importanti... le allenze con la gente.
Infatti, la sonora sconfitta del candidato del PD, imposto dal vertice in spregio dello statuto, deve suonare come monito all'intero gruppo dirigente che "fatte le regole, queste vanno rispettate, SEMPRE".
Quello della Puglia è l'esatto contrario di quello che è successo nel Lazio, dove una candidata autoproclamatasi tale, non è stata sottoposta al giudizio del "popolo delle primarie", forse perchè non c'erano altri candidati, o forse, perchè si ha la certezza che la Regione andrà al centro-destra e quindi, nessuno vuole rischiare la propria "immagine".
Non è continuando su questa strada che si formeranno nuove classi dirigenti.
Anche la Campania, a 2 mesi dal voto, è inabissata nelle pastoie di corrente e di alleanze. Il nuovo Segretario regionale, su cui molti di noi avevano fondato le speranze per un reale rinnovamento dei Metodi e dei Modi, è completamente bloccato dai giganti del potere locale, che in questi 15 anni hanno costruito una rete di connivenze che non subivamo neppure negli anni più bui della gestione democristiana.
Bersani, Bersani se ci sei batti un colpo!
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