Il manifesto da guascone (l'aggettivo guascone connota la sicurezza spavalda (o anche la spacconeria) comunemente attribuita al popolo della Guascogna. fonte Wikipedia) che il Sindaco di S. Maria Capua Vetere ha fatto affiggere in città, rappresenta di per sè uno schiaffio all'intera città e lede ogni diginità politico-amministrativa della figura istituzionale che esso rappresenta.
Sui vari giornali online, nei blog e sulla carta stampata questo gesto viene ridotto alla miserevole "pagella dei buoni o cattivi" credo, invece, esso vada colto nella sua drammatica interezza guascognesca che sfrontatamente (appunto), si permette di mettere in riga Popolo, Patria e Dio.
La pericolosità di tale gesto non è da sottovalutare se aggiunta all'appiattimento della vita vita politica locale, inabissatasi nella speculazione di piccolo cabotaggio ed uno stipendio mensile garantito dai gettoni di presenza nelle commissioni.
Questo regno dell'incredibile esiste, ma come tutti i buoni romanzi di Dumas ha bisogno di un lieto fine.
Quale migliore finale si potrà avere se non quello della vittoria dei deboli sui potenti e perchè questo accada occorre che Popolo, Patria e Dio congiungano le loro forze per prepararsi all'assalto (democratico) del Palazzo in nome della Giustizia, del Diritto e della Solidarietà.
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