Appunti di scrittura

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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Quando lui se ne andò, per giustificarsi, le disse che la sua vita si rigenerava solo desiderando; è partì alla ricerca di un nuovo amore.

All'inizio Anna non si capacitò. Erano stati insieme appena un anno e, dalle sue parole, sembravano fossero passati dieci anni. Lo aveva accettato nella sua vita, accolto nella sua casa, per condividere con lui ogni momento della giornata, ogni ora della notte. Sembrava sincero quando gli sussurrava parole dolci, quando la trascinava in un vortice di sesso senza limiti e confini.

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(Tempo di lettura: 9 - 17 minuti)

Con le mani incrociate dietro la schiena e il cappuccio calato in testa, Fra Anselmo sgranava il rosario camminando su e giù per il maestoso giardino del monastero. Gli occhi socchiusi, il passo lento e misurato, la schiena a seguire il profilo del capo ricurvo con il mento poggiato sul petto. Non aveva bisogno di guardare dove andavano i piedi, l’avrebbe potuto attraversare in lungo e largo senza l’esigenza di una torcia o la luce della luna. Gli bastavano gli effluvi dei limoni, delle arance, delle mele o quelli delle verdure e delle erbe aromatiche dell’orto, per sapere dov’era esattamente. Fra Anselmo pregava e rimuginava.

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(Tempo di lettura: 4 - 8 minuti)

Oltre il vetro c’è un corpo che conosco bene: è quello di mio fratello; lo hanno operato stamani d’urgenza. Quando il chirurgo è uscito dalla sala operatoria non mi ha dato molte speranze «Me lo hanno portato morto, l’ulcera curata male, l’ha devastato. Spero riesca a farcela. Auguri.»

Sembravano frasi di circostanza, ma da come le aveva pronunciate avevo colto una sincera condivisione di dispiacere. Dall’aspetto poteva avere l’età di mio padre e ho pensato che forse anche lui poteva avere un figlio dell’età di mio fratello. Chissà cosa passa per la testa di un chirurgo, quando è impegnato a salvare una vita sconosciuta, con cui condivide solo il momento più triste e disperato della sua esistenza.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Inizialmente pensai che fossero solo naturali coincidenze, ma dopo una decina di giorni, mi accorsi che accadevano troppo spesso.

Quando la incontrai per la prima volta ero nel bagno turco, lei entrò qualche secondo dopo di me ed esclamò: «Parbleu! Non si vede nulla. Il vapore è così intenso che un giorno o l’altro, mi siederò in braccio a qualcuno». Non si era accorta che se non mi fossi spostato per tempo, l’avrebbe quasi fatto.

Dopo di allora abbiamo cominciato a incontrarci più spesso, non solo nel centro benessere, ma anche nella sala attrezzi e infine nel ristorante del centro. Dopo gli isolati sorrisi di prammatica, quella del ristorante fu l’occasione per rompere il ghiaccio.

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(Tempo di lettura: 5 - 9 minuti)

Carlotta entrò nella concessionaria d’auto, accolta dal largo sorriso dell’addetto alle vendite.

L’uomo non la conosceva di persona, ma aveva visto le sue foto sui giornali sotto un titolo che per lui era tutto un programma: Muore la zia e si scopre ricca. Le si avvicinò sicuro che fintanto non le avesse firmato il miglior contratto di vendita dell’ultimo mese, non sarebbe mai uscita dall’autosalone.

La ragazza rispose cordialmente al sorriso e si guardò intorno per valutare su quale auto avrebbe dovuto cominciare a chiedere informazioni. Allungò il braccio e fece segno verso una di quelle esposte. L’uomo le aprì la portiera, la invitò ad accomodarsi al volante e disse che, per valutarla meglio, avrebbero fatto un giro di prova.

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(Tempo di lettura: 6 - 11 minuti)

Quando la terra completa parte del suo giro di rotazione intorno al sole, dove prima c’era la notte, il sorgere della luce segna un nuovo avvio.

Come tanti piccoli ingranaggi di un moto senza senso e direzione, tanti corpi riprendono a muoversi.

Questa è la storia di cinque qualcuno, che in un giorno qualsiasi, di un luogo qualunque, in quella parte ora illuminata, danno senso e direzione a quel moto, fintanto un’altra notte non sopravanzerà alla luce.

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(Tempo di lettura: 4 - 7 minuti)

Dalla sua camera udiva tante voci che parlavano una sull’altra. Un vociare ininterrotto come quando andava al mercato settimanale con la madre. Il buio della stanza era appena rischiarato dalla luce che si faceva strada dal piccolo spiraglio della porta socchiusa. Immobile nel letto ascoltava, cercando di isolare ogni singola voce per riconoscere a chi appartenesse. Improvvisamente le voci si zittirono e la porta, lentamente, si aprì. Chiuse gli occhi mentre il cuore prese a battere velocemente. Sentì la porta richiudersi e percepì il buio che invadeva la stanza. Riaprì gli occhi e udì che le voci avevano ripreso a parlare, stavolta sommessamente. Il cuore aveva ripreso a battere regolarmente, nonostante l’agitazione per la paura di essere scoperta. Erano due giorni che in casa c’era uno strano fermento senza che nessuno si preoccupasse di dirle il perché.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Orazio Scannamela, sorbì un sorso del suo terzo caffè mattutino poggiando la tazza munita di coperchio, di fianco alla calcolatrice. Lo avrebbe gustato a piccoli sorsi fino alla pausa delle undici.

Si pulì gli occhiali, accese il monitor del computer, aprì la cassetta dei contanti e passandosi una mano tra i pochi capelli imbiancati che gli ricoprivano il capo, inspirò profondamente socchiudendo gli occhi. Come tutte le mattine il suono di un cicalino, che indicava l’avvio della porta girevole, glieli fece riaprire e vide la sala cominciare a riempirsi di persone che si incolonnavano per ritirare il ticket dal totem conta fila.

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Non immaginavo che iscriversi a un corso di Burlesque comportasse rispondere a tante domande. Sarà che vogliono conoscermi meglio? Devo sbrigarmi. La teutonica signora che mi ha dato il modulo ha fatto di nuovo capolino chiedendomi, con un sorriso poco cordiale, se ho bisogno di aiuto.

No! che non ho bisogno d’aiuto, mica sono impedita. È questa domanda che mi sta creando problemi: “Indichi il motivo per cui partecipa al corso” L’ho lasciata per ultima: “lavoro, svago, curiosità, altro”. Lavoro? no, non credo proprio che farò l’attrice di Burlesque. Svago? neppure, non mi ci vedo a invitare gli amici per uno spettacolino. Curiosità? sì, potrebbe essere, ma potrei togliermela semplicemente navigando su internet. Ora barro la casella di altro e chi si è visto si è visto.

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