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All’improvviso sentì una voce
- Ciao, voglio raccontarti la mia storia, disse la voce. Dunque: vivo dappertutto, quando scompaio non muoio e quando ricompaio, lentamente torno a dilagare.
Si guardò intorno cercando di capire da dove arrivasse quella voce, che intanto aveva ripreso a parlare.
- Non mi fraintendere non è un rebus è solo la storia della mia vita, che è tale da miliardi di anni. Pensi che sia una vita piatta? Monotona? Addirittura, inutile? Eppure, ho uno scopo anch’io.

Certo la sensazione di un rebus c’era, ma da chi e perché ancora non gli era chiaro.
- Come? Non capisci di cosa parlo, ah sì, hai ragione ho dimenticato di dirti chi sono, anche se pensavo che, intelligente come sei, lo avresti capito al volo.
Ci mancavano solo gli insulti, pensò, e rimase in silenzio, certo che la voce avrebbe ripreso il suo monologo. E così avvenne.
- Va bè… no anzi, voglio che tu lo scopra da solo.
Come poteva scoprirlo se sentiva solo una voce, avrebbe voluto replicare alquanto irritato.
- Certo, disse la voce, da un essere piccino come sono io, cosa ti aspettavi? Eppure, sono qui, accanto a te; ora mi distendo e ti accarezzo. Se avessi il dono dell’olfatto, riusciresti a sentire anche il mio odore, anzi i miei miliardi di odori e sapori. Pensa che neppure gli umani, gratificati dalla natura di questo pregio, si accorgono di me fintanto non raggiungo la maggiore età. Solo allora mi vedono e mi sentono, e m’ingiungono di dissolvermi dalla loro vista. Io li lascio fare, tanto dopo poco torno e tutto ricomincia da capo.
Quell’affermazione non lo convinceva. A lui non sembrava che gli umani fossero così fortunati, anzi li riteneva alquanto disgraziati, ma era persuaso che la voce non avrebbe condiviso.
- Come? Ancora non hai capito? Riprese la voce. Vuoi sapere qual è lo scopo per cui tutto questo avviene? Vuoi un aiutino? Bene. Allora ti rivelerò un segreto. Lo scopo per cui esisto e trattenere nell’aria le particelle di odori e sapori. Le avvolgo con le mie molecole e le tengo vive il più a lungo possibile.
Dopo quella rivelazione, di cui non aveva capito nulla, recalcitrando s’impose il silenzio, ormai sicuro che la voce intendesse tormentarlo, non dialogare.
- Non rispondi, ma allora sei proprio ignorante. Devi sapere che gli odori e i sapori contengono la storia, breve o lunga che sia, e indicano a chi li sente, quanto è accaduto, predisponendoli pro o contro un immediato futuro. Io servo a dare un significato alle azioni, attraverso gli odori e i sapori che preservo. È pur vero che quando invecchio la molteplicità di odori e sapori che conservo, cominciano a confondersi tra loro e il risultato del mio lavoro si perde spesso in starnuti e imprecazioni. Non è colpa mia se cresco tra la sciatteria e l’indolenza.
In lui la confusione regnava sovrana, non riusciva a capire come gli era potuta capitare una disgrazia simile. Era sembrata una buona giornata, fintanto quella voce, tra i tanti presenti, non lo aveva preso di mira.
- Ci sei? Ancora no! Eppure, è molto semplice. Quando attraverso un raggio di sole brillo di mille colori. Sono quelli degli odori e i sapori che trasporto. Devi sapere che gli odori e i sapori sono delle entità cristalline che non si fondono tra loro, ma girano a braccetto come due innamorati. Io sono la loro vettura nuziale che li porta a spasso e appena posso, li deposito in un luogo sicuro e torno indietro per accoglierne altri. Un lavoro faticoso ma molto soddisfacente. Hai capito ora? Io sono la polvere.
- Grazie. Rispose il comò.

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