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Non immaginavo che iscriversi a un corso di Burlesque comportasse rispondere a tante domande. Sarà che vogliono conoscermi meglio? Devo sbrigarmi. La teutonica signora che mi ha dato il modulo ha fatto di nuovo capolino chiedendomi, con un sorriso poco cordiale, se ho bisogno di aiuto.

No! che non ho bisogno d’aiuto, mica sono impedita. È questa domanda che mi sta creando problemi: “Indichi il motivo per cui partecipa al corso” L’ho lasciata per ultima: “lavoro, svago, curiosità, altro”. Lavoro? no, non credo proprio che farò l’attrice di Burlesque. Svago? neppure, non mi ci vedo a invitare gli amici per uno spettacolino. Curiosità? sì, potrebbe essere, ma potrei togliermela semplicemente navigando su internet. Ora barro la casella di altro e chi si è visto si è visto.

Ecco fatto. Appena in tempo, la signora è tornata e si è seduta, non ha più il sorriso, si sarà spazientita. Ora glielo faccio io un bel sorriso a guance stirate e cipiglio ironico.

Legge, mi guarda, continua a leggere. Cosa avrà da guardarmi, ho sbagliato a scrivere? Mi guarda di nuovo, con la punta della penna indica qualcosa. Sporgo la testa, non ho indicato “l’altro”. Allargo le braccia e penso di andare via, mi sono proprio rotta.

D’altronde come avrei fatto a spiegarle che la splendida idea di fare un corso di Burlesque era venuta alla mia amica Claudia, per colpa di quello stronzo di Rafael che mi ha messo in crisi con quel giudizio da grande amatore: «Bella, sei bella. Hai anche un bel corpo, ma sei lenta, goffa, poco partecipativa. Non è che sei frigidina?» Frigida a me! Lo stronzo non ha capito che è stato lui a bloccarmi, con quello zainetto da cui ha tirato fuori tutti quegli strani aggeggi che avevo visto solo su internet. Sembrava avesse fatto la spesa all’ingrosso ad un sexy shop.

Le sue mutande a strappo però sono state divertenti. Ho preso il bordo della mutanda per calarla, invece mi è restata in mano. Lo sentivo ridere ma non m’importava, avevo troppa voglia di prendere l’oggetto del mio desiderio.

Prima di andare via ha voluto farmi un regalo: una farfalla vibrante wireless. Si è anche offerto di mostrarmi come applicarla fornendomi consigli e informazioni sull’uso. Quando, ridendo, gli ho detto che sembrava un venditore porta a porta. Lui ha risposto che sì, faceva il dimostratore a domicilio. La ditta di articoli per cui lavorava gli fissava degli appuntamenti e lui si presentava con tutto l’armamentario per illustrarne i benefici effetti sulla libido spenta o in forte crisi. Una specie di consulente per coppie in crisi, con specializzazione “sesso”.

Volevo trattenerlo per farmi una ripassata, visto che la farfalla mi aveva risvegliato le voglie ma lui, guardando l’orologio, rispose che doveva proprio andare. Come secondo lavoro faceva il Flair e aveva bisogno di una trentina di minuti di riscaldamento prima d’iniziare le sue acrobazie di barman.

Quando avevo accettato la sua proposta di passare qualche ora insieme, avevo messo in conto che sarebbe stato un semplice “scopaefuggi”. Invece mi ha lasciata senza ritegno, con la farfallina surriscaldata e il dubbio che non so scopare.

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