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Andrea era un bambino all’apparenza felice, come lo erano i suoi coetanei nell’età della spensieratezza e delle quotidiane esplorazioni nel misterioso mondo che li circondavano. Giorno dopo giorno assimilava nuove cose, cercando di sopravvivere alle novità meno gradevoli, che tentava di riadattare alle sue esigenze, sperimentando volta per volta le migliori soluzioni.

Quando non riusciva a trovare il modo di aggirare l’ostacolo che si frapponeva tra la sua volontà e l’insolita cosa, o si stancava di farlo, sfregava la fronte con una mano e, come d’incanto, si distendeva su un fianco addormentandosi. Era la sua maniera di sospendersi dal mondo, e riprendere le forze per ricominciare con maggiore vigore la battaglia di euritmia verso il nuovo.

Ogni volta che riusciva a risolvere un problema, gli sembrava di essere cresciuto quel tanto che gli era sufficiente a salire un altro gradino della sua evoluzione. In fin dei conti, pensava dopo aver traguardato ogni nuova meta, non era poi così difficile vivere il mondo; occorreva solo avere pazienza e sopportazione.

Il primo rilevante ostacolo all’applicazione del suo consolidato metodo lo ebbe a causa della separazione dei genitori. L’evento, non del tutto inaspettato, cambiò il suo stile di vita che da singolare divenne doppio.

Due differenti modi di vestire, alimentarsi, rallegrarsi e lagnarsi. Un giorno era AndreaUno, l’altro AndreaDue. Ogni tanto si confondeva, nei bambini è facile che accada, fino a che non imparò a diventare, meccanicamente, il doppio di sé stesso.

Crescendo si accorse che anche quando diceva delle bugie, necessità naturale per ovviare agli imprevedibili errori dell’inesperienza, doveva farlo in maniere diverse, a seconda di chi dei due genitori doveva imbonire. Aveva cercato di omogeneizzarle, ma i due avevano opinioni diverse, su ciò che era consentito e proibito, così si convinse che era un lavoro troppo gravoso da portare avanti e, per evitare di essere colto in fallo, le conteneva nel minimo indispensabile.

La doppia vita di Andrea, non aveva solo risvolti difficili da gestire, ma anche molti aspetti positivi. Doppi regali, doppie vacanze, doppia paghetta, doppie uscite con gli amici; insomma nella competizione tra i due genitori, lui era l’oggetto su cui misuravano il loro egotismo genitoriale.

Questa condizione di benessere scemò sensibilmente, quando nell’orizzonte degli affetti dei due genitori, comparvero i primi pretendenti all’occupazione di una parte dello spazio, su cui troneggiava in esclusiva. Nonostante i numerosi tentativi di stabilire il suo primato nella gerarchia degli affetti, la novità pareva destinata a diventare sempre più ingombrante, riducendo ogni suo spazio di manovra.

Dovette allora operare un ulteriore scomposizione del modo di comportarsi, e divenne AndreaUno e AndreaUnoBis, AndreaDue e AndreaDueBis. Dopo un periodo di rodaggio, assai più faticoso e pieno di maggiori insidie, riuscì nel suo intento di ripristino dell’ordine. Aveva fatto dei nuovi contendenti i suoi ostaggi verso i genitori che, pur di non compromettere quell’incerto equilibrio, gli avevano accresciuto le attenzioni. Un risultato ingegnoso e diabolico che quadruplicò i benefici di cui godeva. Aveva operato in modo così geniale, che ormai dirigeva quel teatrino senza intralci.

Quando era fuori dalle due vite parallele e le quattro identità, Andrea era affannosamente alla ricerca di un equilibrio idoneo a relazionarsi senza sotterfugi. Purtroppo, non era semplice come sperava e dovette operare una nuova scomposizione per evitare di confondersi, e divenne AndreaZero: l’assoluto e niente.

Oggi AndreaZero è diventato un famoso Mental Coach e insegna in giro per il Mondo, la sua tecnica della scomposizione della personalità. La sua famiglia di origine è molto fiera di lui, ma non hanno mai saputo che il suo successo lo deve proprio a loro.

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