Appunti di scrittura

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Se mio padre e mio nonno avessero potuto assistere all’inaugurazione del museo archeologico nelle sale dell’aeroporto di Capodichino, gli avrei chiesto se avessero mai creduto possibile tutto questo, e mentre leggo gli articoli e guardo le foto pubblicate nelle news in rete, immagino le espressioni dei loro volti: accigliato e perplesso mio nonno, cavaliere del lavoro dopo cinquant’anni nell’aviazione civile; divertito e incuriosito mio padre, aperto a ogni novità.

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Se potessi tornare indietro non avrei paura, perché quando ti viene la trasmetti ovunque e a chiunque. La paura limita i pensieri, i gesti delle mani, i percorsi che intraprendi, la ragione della tua stessa vita. La paura impone domande, chiede risposte, mentre tu aspetti sperando che passi.

Tornare indietro non significa ricominciare, neppure aggiustare qualcosa che ci sembra sbagliato.

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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

È successo quattro giorni fa.

Mio fratello ha pensato di non dirmi niente, fino a stamani, quando a mezza bocca, senza quasi guardarmi in faccia, ha esordito: «Papà è morto».

L’ho scrutato smarrita, avvertendo una leggera tachicardia. Non credevo possibile che l’arrivo di una così ovvia e naturale notizia, potesse crearmi un’emozione tanto forte e una sgradevole sensazione di lutto.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Quando apristi il barattolo, ti accorgesti che sul bordo, sotto il segno della guarnizione c’era una piccola patina verdastra, che si prolungava lungo il vetro fino a raggiungere la superficie della marmellata.

L’avevo detto io che quel contenitore non mi convinceva, la chiusura non era perfetta e il risultato era prevedibile.

Afferrasti un coltello che era sul tavolo, e io pensai volessi asportarla.

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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Castore e Polluce erano nati nello stesso giorno, la stessa ora, identico minuto, ma in luoghi opposti dell’emisfero terrestre. Le loro vite seguivano parallelamente solo lo scorrere del tempo.

Castore era nato in una famiglia di classe povera e dovette in breve tempo imparare a sopravvivere.

Polluce era nato in una famiglia di classe media, riuscì a prendere un diploma e trovare un lavoro.

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(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

Erano due settimane che non sentiva Monica, l’aveva rimossa dai pensieri, e in procinto di archiviarla nella memoria. Era stato un idillio fuggevole, si erano piaciuti e s’erano presi, così, quasi senza convinzione. Erano troppo diversi per avere qualche speranza che, terminata l’infatuazione dei sensi, potessero continuare il loro rapporto in una qualche direzione futura.

Improvvisamente lei prese ad accompagnarlo nei sogni. La prima volta che successe, il sogno gli rimase impresso fino a mattino inoltrato. Era stato un sogno insieme strano e dolce.

Si trovava in un bosco, circondato da alberi ad alto fusto, che gl’impedivano di vedere il cielo, rendendo cupo e notturno l’ambiente circostante.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Devo fare l’esercizio. Devo! Fare!! L’esercizio!!!.

Ho la testa fuori asse, ruota invece di girare. La testa non deve ruotare, deve girare, altrimenti macina pensieri, emozioni e speranze senza distinguere la differenza dell’uno dall’altra. Se, invece, la testa gira, il magnetismo che emana attrae a sé solo il nesso di casualità maggiormente pertinente a pensieri, emozioni e speranze.

Negli ultimi tempi accade spesso, sarà perché sono provato dalle novità di questo corso. O più semplicemente, perché la mia mente è sulla via del declino senile.

Hai voglia a leggere per tenerla allenata, vigile, sveglia.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Tra me e lei il denaro si ergeva come un totem che ci osservava con i suoi grandi occhi duri. Ovunque ci giriamo incrociamo il suo sguardo sempre presente, sempre più opprimente. I suoi occhi si sovrappongono a quelli di lei, nascondendo le gioie passate, il piacere di immergermi nella loro luce, l’arcobaleno di emozioni che mi hanno provocato quando li fissavo e mi invitavano a sognare.

Quando non ne distinguerò più la differenza, forse li vedrò per quello che erano davvero.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Mia cugina Lorena si sposa. È la terza volta che ci prova. Ha deciso di farlo con Francesco, il fidanzatino che beccò con la bagnina dello stabilimento dove faceva l’istruttore di canoa. Lorena non era un modello di riferimento nel parentado. Famiglia benestante, ma totalmente scapestrata. Dopo la seconda fuga girò voce che fosse lesbica, ma i trascorsi di femme fatale, la liquidarono nello spazio di un mattino.

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