Appunti di scrittura

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(Tempo di lettura: 1 minuto)

Le cose commosse dalla luna non piangono lacrime, ma splendono nel buio della sua luce.

Le cose commosse dalla luna non si vedono di giorno, perché il sole le scioglie con il suo calore.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Devo fare l’esercizio. Devo! Fare!! L’esercizio!!!.

Ho la testa fuori asse, ruota invece di girare. La testa non deve ruotare, deve girare, altrimenti macina pensieri, emozioni e speranze senza distinguere la differenza dell’uno dall’altra. Se, invece, la testa gira, il magnetismo che emana attrae a sé solo il nesso di casualità maggiormente pertinente a pensieri, emozioni e speranze.

Negli ultimi tempi accade spesso, sarà perché sono provato dalle novità di questo corso. O più semplicemente, perché la mia mente è sulla via del declino senile.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Andrea era un bambino all’apparenza felice, come lo erano i suoi coetanei nell’età della spensieratezza e delle quotidiane esplorazioni nel misterioso mondo che li circondavano. Giorno dopo giorno assimilava nuove cose, cercando di sopravvivere alle novità meno gradevoli, che tentava di riadattare alle sue esigenze, sperimentando volta per volta le migliori soluzioni.

Quando non riusciva a trovare il modo di aggirare l’ostacolo che si frapponeva tra la sua volontà e l’insolita cosa, o si stancava di farlo, sfregava la fronte con una mano e, come d’incanto, si distendeva su un fianco addormentandosi. Era la sua maniera di sospendersi dal mondo, e riprendere le forze per ricominciare con maggiore vigore la battaglia di euritmia verso il nuovo.

Ogni volta che riusciva a risolvere un problema, gli sembrava di essere cresciuto quel tanto che gli era sufficiente a salire un altro gradino della sua evoluzione. In fin dei conti, pensava dopo aver traguardato ogni nuova meta, non era poi così difficile vivere il mondo; occorreva solo avere pazienza e sopportazione.

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Mia cugina Lorena si sposa. È la terza volta che ci prova. Ha deciso di farlo con Francesco, il fidanzatino che beccò con la bagnina dello stabilimento dove faceva l’istruttore di canoa. Lorena non era un modello di riferimento nel parentado. Famiglia benestante, ma totalmente scapestrata. Dopo la seconda fuga girò voce che fosse lesbica, ma i trascorsi di femme fatale, la liquidarono nello spazio di un mattino.

Appena cominciò a frequentare l’università decise di lasciare casa. La lotta con i genitori durò mesi, finché raggiunsero un compromesso: sarebbe andata in una casa della madre, distante dalla loro.

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(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

Nell’imbrunire della sera, un’ombra scura solcava da est a ovest l’orizzonte, dai contorni somigliava a un corvo. Lo scriba strinse gli occhi per osservare meglio e si domandò cosa ci facesse ancora in volo un uccello notoriamente diurno.

Mentre scrutava con curiosità l’animale che si stagliava netto tra i vertici delle piramidi in lontananza, dal piccolo giunco che teneva in mano, una goccia d’inchiostro cadde sul papiro appoggiato sulla tavoletta bloccata tra le cosce. Dalla cassettina dei suoi attrezzi prese velocemente un tampone di lino e cercò d’assorbire la goccia prima che si spandesse sul papiro.

Era stato un giorno molto faticoso e l’idea di dover ricopiare l’intero papiro a causa della goccia, lo aveva messo in ansia. Prese dell’altro lino, lo bagnò, e con esperti colpetti sul papiro, dissolse quello che restava della macchia. Per fortuna il resoconto sulla giornata del Faraone, non aveva subito danni. Decise che era ora di tagliare il vecchio pennellino e con sapienti morsicature modellarne uno nuovo. Lo avrebbe fatto l’indomani, ora poteva andare a dormire tranquillo.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Se Massimiliano avesse voluto fissare con una data, l’inizio delle sue inquietudini, sicuramente sarebbe coinciso con quella della sua nascita, se avesse voluto rappresentarla con una forma, sarebbe stata una sfera in cui dover stare forzatamente rannicchiato.

Con il passare degli anni nessuna di esse era scomparsa. Simili a un’ombra vivevano costantemente al suo fianco, a volte sopravanzandolo, altre svanendo alle sue spalle. Ma bastava un nonnulla perché gli tornassero accanto, ricordandogli che loro, c’erano.

La sua vita era stata cadenzata dalle alterne battaglie contro l’inquietudine. Una guerra che non si vede, ma può soffocare la voglia di vivere.

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La vita è tutta una lotta, se la vuoi superare devi accettare di lottare. Nella lotta non importa se stai sopra o stai sotto, l’importante è che non smetti mai di lottare, perché le parti possono invertirsi o il tuo nemico non riuscire a completare lo scontro per stanchezza, perché troppo sicuro di vincere, per pietà.

La lotta da sola non è capace di farti vincere, ma insieme a essa devi essere inquieto, per quello che succederà dopo, per come gli altri vedranno quello che hai fatto, se riterranno giusto quello che hai provocato.

Quando lotti non solo punti alla vittoria ma anche alla considerazione che sei stato unico e solo, unico e irripetibile.

Il sangue che esce dalla bocca, dal naso, dalle lacerazioni della pelle, bagnano come medaglie il campo di battaglia e versarne molto, sopravvivendo e vincendo e come aver ricevuto la corona dell’unico e imbattibile campione.

Così è la vita è così l’ho vissuta.

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