Vincenzo Di Giacomo

autore indipendente

Qualcosa di me (autore indipendente)

Sono nato a Napoli e in tarda età, dopo aver lavorato quarantun'anni presso il gruppo Alitalia, decisi di cominciare il mio percorso di scrittura.
Fin da quando ho imparato a leggere, mio padre, che era un incallito lettore di gialli e fantascienza (ricordo la sua collezione di Mondadori, Segretissimo, Urania, etc.), cominciò a prendere l'abitudine di portarmi i primi fumetti a strisce (perché allora erano stampati e tagliati in forma orizzontale). Da allora, leggere è una cosa che faccio con molto piacere, con alterna intensità.
Questa piacevole abitudine, ha sicuramente indotto in me l'ambizione di poter provare anch'io a scrivere. Non sapevo ancora cosa, ma il sogno c'era.
Quando andai in pensione, decisi che era il momento di provare e cominciai a studiare, cercando su internet tutto ciò che riguardava l'argomento. Dopo aver scaricato decine di manuali e letto molti libri di consigli da scrittori famosi, ho creduto di essere pronto e mi sono "imbarcato".
Il primo tentativo è stato "Taxinsonne". In testa avevo un abbozzo di storia e cominciai. Decisi di lasciare le briglia sciolte alla fantasia, è scriverlo non mi è costato molta fatica.
Quando mi sono accorto che era finito (i personaggi avevano smesso di tampinarmi, chiedendo o pretendendo), avevo bisogno che qualcuno lo leggesse per darmi un parere e, come suggeriscono autori, editor e editori, cercai di mettere su un gruppo di lettura. Cosa facile da dirsi, difficilissima da farsi.
Chi legge, poco o tanto, difficilmente è propenso a impegnarsi in un "lavoro", perché di questo si tratta, che comporta oltre al giudizio anche a una valutazione del lessico, della scorrevolezza e di valore dello stesso. Giudicare comporta un impegno che solo l'esperienza "nel ruolo" è in grado di dare, per questo è un lavoro, serio e molto importante.
Intanto che aspettavo, perché nessuno si era tirato indietro, decisi di proporlo a qualche editore, ben sapendo che essendo una bozza, anche se letta e riletta decine di volte, aveva bisogno dell'intervento di una mano esperta: l'editor.
Ora che c'è la rete, le cose sembrano più fattibili, perché più veloci. Invece, restano ugualmente difficili, specialmente nel campo dell'editoria.
Dopo aver inviato la bozza a oltre sessanta case editrici minori, e ad undici case editrici di punta, si è aperto un mondo di cui avevo letto, ma non indagato: gli editori a pagamento.
Una marea di illusionisti che ti lusinga del titolo di scrittore, con geniali proposte dirette all'acquisto di una parte di copie.
Intanto, tutti dicevano di leggere ma nessuno commentava.
Poi, un bel giorno, la figlia di amici si propone come editor: l'ha già fatto per alcune case minori e gli va di aiutarmi. Tombola!
Si mette d'impegno e nel giro di tre mesi, il romanzo viene licenziato. Bisognava solo aspettare qualche attestazione d'interesse, che non fosse dagli editori a pagamento.
Tra i miei tanti hobby e interessi, coltivo intensamente anche quello per l'informatica e scopro che nell'editoria digitale si affaccia un nuovo strumento: l'autopubblicazione (self publishing).
Era quasi passato un anno da quando avevo inviato la bozza in giro, così decisi di sperimentare. Altro periodo di ricerca, studio, valutazione e pubblico, tutto fatto in casa, il mio primo romanzo, sia in cartaceo che elettronico.
Da allora, come autore indipendente, ho pubblicato sei lavori, fatte alcune presentazioni, vendute complessivamente oltre tremila copie, e non sono diventato ricco e famoso.
Superata la fase della soddisfazione autoreferenziale, ho ritenuto necessario approfondire lo studio della scrittura iscrivendomi a uno dei tanti corsi che ci sono in giro.
Altra ricerca, comparazione, valutazione e sono approdato a una scuola di scrittura di tutto rispetto che mi ha fornito dell'aiuto necessario nel tentare di diventare padrone di tutte le tecniche e dinamiche che si sviluppano e sono alla base della scrittura di un testo.
Non sono ancora uno scrittore, credo non lo diventerò mai, ma nel mare magnum dei tanti pseudo-scrittori esordienti, non credo di essere proprio tra gli ultimi.

A marzo del 2012 il primo romanzo, "Taxinsonne". Ventuno personaggi, profondamente diversi, eppure così reali e banali, che si muovono e agiscono in una storia d'attualità, incontrando lo straordinario.

A gennaio del 2013 il secondo libro, "La fata democratica e altre filastrocche". Una raccolta di tredici filastrocche.

A luglio del 2013 il secondo romanzo, "Undici aprile". Ambientato a Maratea sviluppa il tema del femminicidio contornato di suspense psico-sociologica.

A novembre del 2014 il terzo romanzo, "Tutto il resto è solo rumore". Un romanzo rosa con una storia ambientata a Procida che tratta il problema dei diritti sociali e dell'innamoramento.

A novembre del 2015 il quarto romanzo, "Carmen". Quando due persone si incontrano e si innamorano, le loro vite iniziano un nuovo cammino allo scopo di fondersi in un futuro condiviso.

A gennaio del 2017 il quinto libro, "Racconti in libera scrittura". In questo libro ho pubblicato una piccola selezione di quindici racconti brevi che spaziano tra la fantasia e la realtà.

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