Appunti di scrittura

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(Tempo di lettura: 4 - 7 minuti)

Dalla sua camera udiva tante voci che parlavano una sull’altra. Un vociare ininterrotto come quando andava al mercato settimanale con la madre. Il buio della stanza era appena rischiarato dalla luce che si faceva strada dal piccolo spiraglio della porta socchiusa. Immobile nel letto ascoltava, cercando di isolare ogni singola voce per riconoscere a chi appartenesse. Improvvisamente le voci si zittirono e la porta, lentamente, si aprì. Chiuse gli occhi mentre il cuore prese a battere velocemente. Sentì la porta richiudersi e percepì il buio che invadeva la stanza. Riaprì gli occhi e udì che le voci avevano ripreso a parlare, stavolta sommessamente.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Devo fare l’esercizio. Devo! Fare!! L’esercizio!!!.

Ho la testa fuori asse, ruota invece di girare. La testa non deve ruotare, deve girare, altrimenti macina pensieri, emozioni e speranze senza distinguere la differenza dell’uno dall’altra. Se, invece, la testa gira, il magnetismo che emana attrae a sé solo il nesso di casualità maggiormente pertinente a pensieri, emozioni e speranze.

Negli ultimi tempi accade spesso, sarà perché sono provato dalle novità di questo corso. O più semplicemente, perché la mia mente è sulla via del declino senile.

Hai voglia a leggere per tenerla allenata, vigile, sveglia.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Quante volte ho pensato a questo momento, e quante volte ci ho ripensato.
Ero sempre sul punto che ero certo fosse quello giusto, il più ovvio e ragionevole, che mi avrebbe assolto dall’idea di aver fatto un gesto azzardato, senza senso. E ogni volta non mi sono lasciato andare.

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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Castore e Polluce erano nati nello stesso giorno, la stessa ora, identico minuto, ma in luoghi opposti dell’emisfero terrestre. Le loro vite seguivano parallelamente solo lo scorrere del tempo.

Castore era nato in una famiglia di classe povera e dovette in breve tempo imparare a sopravvivere.

Polluce era nato in una famiglia di classe media, riuscì a prendere un diploma e trovare un lavoro.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Quando apristi il barattolo, ti accorgesti che sul bordo, sotto il segno della guarnizione c’era una piccola patina verdastra, che si prolungava lungo il vetro fino a raggiungere la superficie della marmellata.

L’avevo detto io che quel contenitore non mi convinceva, la chiusura non era perfetta e il risultato era prevedibile.

Afferrasti un coltello che era sul tavolo, e io pensai volessi asportarla.

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(Tempo di lettura: 7 - 14 minuti)

Torna per votare. Vota per tornare.

Seduto sulla poltrona del salotto, Fortunato rilesse il telegramma che gli aveva inviato il suo amico d’infanzia Giovanni. Nella frase composta da due incitamenti, ne intravedeva un terzo, il più significativo per lui: Torna.

Erano passati quasi dieci anni dalla notte in cui la sua famiglia, in fretta e furia, aveva deciso di partire alla ricerca di un futuro migliore.

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(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

Erano due settimane che non sentiva Monica, l’aveva rimossa dai pensieri, e in procinto di archiviarla nella memoria. Era stato un idillio fuggevole, si erano piaciuti e s’erano presi, così, quasi senza convinzione. Erano troppo diversi per avere qualche speranza che, terminata l’infatuazione dei sensi, potessero continuare il loro rapporto in una qualche direzione futura.

Improvvisamente lei prese ad accompagnarlo nei sogni. La prima volta che successe, il sogno gli rimase impresso fino a mattino inoltrato. Era stato un sogno insieme strano e dolce.

Si trovava in un bosco, circondato da alberi ad alto fusto, che gl’impedivano di vedere il cielo, rendendo cupo e notturno l’ambiente circostante.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Se Massimiliano avesse voluto fissare con una data, l’inizio delle sue inquietudini, sicuramente sarebbe coinciso con quella della sua nascita, se avesse voluto rappresentarla con una forma, sarebbe stata una sfera in cui dover stare forzatamente rannicchiato.

Con il passare degli anni nessuna di esse era scomparsa.

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(Tempo di lettura: 1 minuto)

Le cose commosse dalla luna non piangono lacrime, ma splendono nel buio della sua luce.

Le cose commosse dalla luna non si vedono di giorno, perché il sole le scioglie con il suo calore.

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