Appunti di scrittura

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Una sera d’agosto mi trovavo sulla passeggiata del lungomare con il mio amico Stripponzone. Non crediate sia un soprannome, si chiama proprio così. Aveva fatto fare delle ricerche per capire da dove derivasse il suo bizzarro cognome, e la scoperta lo sconvolse a tal punto da convincerlo a presentarsi come faceva James Bond: Salve, mi chiamo Stripponzone, Carlo Stripponzone.

Gli avevano certificato che il suo cognome discendeva da una gloriosa famiglia di Re Etruschi e così ne andava molto fiero.

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(Tempo di lettura: 4 - 7 minuti)

Salve, Buongiorno, Piacere, Complimenti, Felicitazioni, Congratulazioni, Auguri, Condoglianze, eccetera, eccetera.
A volte basta una sola parola per semplificare una conversazione. Se impariamo a modularne il tono, accresce anche piacere della comunicazione, soddisfacendo da sola, la persona verso cui la rivolgiamo.
Una stretta di mano è ben altra cosa, non esprime solo un contatto concesso, pubblico o privato, ma di più, il nostro piacere a mischiare umori, odori, sapori e quant’altro avviene con tale gesto, verso la persona con cui la condividiamo. È differente per le centinaia di variazioni dettate dal luogo, dal ruolo e dalle circostanze. Una stretta di mano non è muta, ma può essere sorda. Dipende dall’intenzione che mette nel gesto chi la dà, e dalla volontà percettiva di chi la riceve.

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(Tempo di lettura: 9 - 18 minuti)

L’ispettore Lorenzi non amava il circo, lo considerava il braccio della morte di animali senza colpa, usati per profitto da bipedi aguzzini. Eppure, suo malgrado, era costretto a visitare quello che da quindici giorni aveva piantato le tende in città.
Uno dei trapezisti, Igor Swalenko, pochi minuti dopo essere miracolosamente sfuggito a un incidente durante il suo numero, era stato assalito da una tigre mentre percorreva lo spiazzo per tornare alla sua roulotte. Le sue condizioni erano gravi, ma non era in pericolo di vita, invece la tigre, unica colpevole con verdetto inappellabile, era stata prontamente abbattuta.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Mangio cioccolata da quando sono bambino. La portava mio nonno; tutti i giorni una barretta. Quando è morto, ho chiesto a mio padre di comprarla, ma lui spesso dimenticava di farlo perché era sempre impegnato in ufficio. Quando però se ne ricordava, mi faceva recuperare, portandone una confezione da ventiquattro pezzi. Inutile chiedere a mia madre di comprarla. Quando la scopriva, nascosta in fondo ai cassetti o dietro i libri, la sequestrava urlando che il pediatra le aveva detto che ero in sovrappeso.

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(Tempo di lettura: 12 - 23 minuti)

Fare un trasloco è di solito l’occasione per mettere ordine nella vita. Generalmente si compie in due fasi molto distinte l’una dall’altra. La prima avviene durante il raduno delle innumerevoli cose che giacciono dimenticate nei cassetti, mobili, armadi e scatoloni. La seconda durante il loro riposizionamento nella nuova abitazione. Al termine di questa complessa opera di rivalutazione del valore e dell’importanza che l’oggetto conserva o rappresenta, scegliamo cosa tenere o cosa buttare. Filosoficamente si potrebbe definire come un’operazione di cancellazione o rimozione del nostro passato più o meno remoto, per fare spazio ad un futuro da divenire; nella pratica ci si libera del superfluo materiale e immateriale.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Era molto tempo che meditavo l’idea di cambiare compagnia di amici. Negli ultimi mesi, tra una scusa e l’altra, evitavo le serate in cui andavamo alla scoperta di nuovi ristoranti, ma più passava il tempo, più mi accorgevo che dovevo smettere del tutto di frequentarli.
Dovevo farlo per forza, non avevo nessuna colpa se il mio olfatto non distingueva gli odori, se il mio gusto non riusciva ad apprezzare i sapori. Mangiavo solo per alimentarmi, purtroppo! Era così da sempre e non potevo farci niente. Gli odori, per me, non avevano nessuna impronta.

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

La foto l’ho ritagliata dal giornale, insieme all’articolo titolato: baby killer in azione in pieno centro. Trenta righe che, sommariamente, descrivevano l’azione del giovane assassino.
Una notizia come un'altra, in una città abituata a quotidiane violenze e sopraffazioni.
Guardavo la foto ed io, che ero stato presente alla scena, avevo notato che la cura nel mettere in primo piano il ragazzo con il giubbetto rosso Ferrari che puntava la pistola, aveva cancellato ogni altro particolare.

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(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

Mio adorato Alonso, ti scrivo per farti sapere che sto bene e in buona salute, così come spero di te.
Nel pacco ho messo quasi tutte le cose che mi hai chiesto. Avrei voluto mandarti tutto, ma anche da noi la situazione diventa ogni giorno più difficile. Ormai tutti sembrano convinti che la guerra civile è alle porte. Perdonami, cercherò di inviarti al più presto il resto.
Ti ho mandato il torrone, quello duro e pieno di mandorle che ti piace tanto, non molto però perché i prezzi sono troppo alti. Ti ho messo anche delle sardine essiccate, che sono più a buon mercato. Se puoi farle sulla griglia, non dimenticare di mettergli molto aglio ben tritato all’interno e dell’aceto sopra, così saranno più buone.

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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Il nuovo direttore è troppo, troppo invadente. Tra due giorni l’inserto deve essere pronto e non abbiamo ancora la copertina. Questo è il quarto numero che pubblichiamo sotto la sua direzione e fin da subito mi ha detto che vuole essere coinvolto anche nella scelta della foto.
È va bene, partecipiamo tutti; ma anche la mia proverbiale pazienza ha un limite. Più che il direttore dell’immagine, a volte mi sembra di essere tornato indietro negli anni, a quando ero un pischello e correvo su e giù tra l’archivio e la redazione alla ricerca della foto giusta o migliore.

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