Appunti di scrittura

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(Tempo di lettura: 6 - 11 minuti)

È successo quattro giorni fa.

Mio fratello non mi ha detto niente, fino a stamani quando ha esordito: «Papà è morto».

Mio padre viveva al sud. Noi ci eravamo trasferiti al nord, per coronare il sogno professionale di mia madre. Avevano deciso che avrebbe fatto il pendolare, fintanto non gli sarebbe stato possibile raggiungerci. Poi con l’improvvisa separazione, lui è rimasto al sud.

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(Tempo di lettura: 7 - 14 minuti)

Torna per votare. Vota per tornare.

Seduto sulla poltrona del salotto, Fortunato rilesse il telegramma che gli aveva inviato il suo amico d’infanzia Giovanni. Nella frase composta da due incitamenti, ne intravedeva un terzo, il più significativo per lui: Torna.

Erano passati quasi dieci anni dalla notte in cui la sua famiglia, in fretta e furia, aveva deciso di partire alla ricerca di un futuro migliore.

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(Tempo di lettura: 4 - 8 minuti)

Oltre il vetro c’è un corpo che conosco bene: è quello di mio fratello; lo hanno operato stamani d’urgenza. Quando il chirurgo è uscito dalla sala operatoria non mi ha dato molte speranze «Me lo hanno portato morto, l’ulcera curata male, l’ha devastato. Spero riesca a farcela. Auguri.»

Sembravano frasi di circostanza, ma da come le aveva pronunciate avevo colto una sincera condivisione di dispiacere.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Mia cugina Lorena si sposa. È la terza volta che ci prova. Ha deciso di farlo con Francesco, il fidanzatino che beccò con la bagnina dello stabilimento dove faceva l’istruttore di canoa. Lorena non era un modello di riferimento nel parentado. Famiglia benestante, ma totalmente scapestrata. Dopo la seconda fuga girò voce che fosse lesbica, ma i trascorsi di femme fatale, la liquidarono nello spazio di un mattino.

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Se potessi tornare indietro non avrei paura, perché quando ti viene la trasmetti ovunque e a chiunque. La paura limita i pensieri, i gesti delle mani, i percorsi che intraprendi, la ragione della tua stessa vita. La paura impone domande, chiede risposte, mentre tu aspetti sperando che passi.

Tornare indietro non significa ricominciare, neppure aggiustare qualcosa che ci sembra sbagliato.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Devo fare l’esercizio. Devo! Fare!! L’esercizio!!!.

Ho la testa fuori asse, ruota invece di girare. La testa non deve ruotare, deve girare, altrimenti macina pensieri, emozioni e speranze senza distinguere la differenza dell’uno dall’altra. Se, invece, la testa gira, il magnetismo che emana attrae a sé solo il nesso di casualità maggiormente pertinente a pensieri, emozioni e speranze.

Negli ultimi tempi accade spesso, sarà perché sono provato dalle novità di questo corso. O più semplicemente, perché la mia mente è sulla via del declino senile.

Hai voglia a leggere per tenerla allenata, vigile, sveglia.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Tra me e lei il denaro si ergeva come un totem che ci osservava con i suoi grandi occhi duri. Ovunque ci giriamo incrociamo il suo sguardo sempre presente, sempre più opprimente. I suoi occhi si sovrappongono a quelli di lei, nascondendo le gioie passate, il piacere di immergermi nella loro luce, l’arcobaleno di emozioni che mi hanno provocato quando li fissavo e mi invitavano a sognare.

Quando non ne distinguerò più la differenza, forse li vedrò per quello che erano davvero.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Inizialmente pensai che fossero solo naturali coincidenze, ma dopo una decina di giorni, mi accorsi che accadevano troppo spesso.

Quando la incontrai per la prima volta ero nel bagno turco, lei entrò qualche secondo dopo di me ed esclamò: «Parbleu! Non si vede nulla. Il vapore è così intenso che un giorno o l’altro, mi siederò in braccio a qualcuno». Non si era accorta che se non mi fossi spostato per tempo, l’avrebbe quasi fatto.

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(Tempo di lettura: 4 - 7 minuti)

Dalla sua camera udiva tante voci che parlavano una sull’altra. Un vociare ininterrotto come quando andava al mercato settimanale con la madre. Il buio della stanza era appena rischiarato dalla luce che si faceva strada dal piccolo spiraglio della porta socchiusa. Immobile nel letto ascoltava, cercando di isolare ogni singola voce per riconoscere a chi appartenesse. Improvvisamente le voci si zittirono e la porta, lentamente, si aprì. Chiuse gli occhi mentre il cuore prese a battere velocemente. Sentì la porta richiudersi e percepì il buio che invadeva la stanza. Riaprì gli occhi e udì che le voci avevano ripreso a parlare, stavolta sommessamente.

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