Appunti di scrittura

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Mangio cioccolata da quando sono bambino. La portava mio nonno; tutti i giorni una barretta. Quando è morto, ho chiesto a mio padre di comprarla, ma lui spesso dimenticava di farlo perché era sempre impegnato in ufficio. Quando però se ne ricordava, mi faceva recuperare, portandone una confezione da ventiquattro pezzi. Inutile chiedere a mia madre di comprarla. Quando la scopriva, nascosta in fondo ai cassetti o dietro i libri, la sequestrava urlando che il pediatra le aveva detto che ero in sovrappeso.

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(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

Mio adorato Alonso, ti scrivo per farti sapere che sto bene e in buona salute, così come spero di te.
Nel pacco ho messo quasi tutte le cose che mi hai chiesto. Avrei voluto mandarti tutto, ma anche da noi la situazione diventa ogni giorno più difficile. Ormai tutti sembrano convinti che la guerra civile è alle porte. Perdonami, cercherò di inviarti al più presto il resto.
Ti ho mandato il torrone, quello duro e pieno di mandorle che ti piace tanto, non molto però perché i prezzi sono troppo alti. Ti ho messo anche delle sardine essiccate, che sono più a buon mercato. Se puoi farle sulla griglia, non dimenticare di mettergli molto aglio ben tritato all’interno e dell’aceto sopra, così saranno più buone.

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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Il nuovo direttore è troppo, troppo invadente. Tra due giorni l’inserto deve essere pronto e non abbiamo ancora la copertina. Questo è il quarto numero che pubblichiamo sotto la sua direzione e fin da subito mi ha detto che vuole essere coinvolto anche nella scelta della foto.
È va bene, partecipiamo tutti; ma anche la mia proverbiale pazienza ha un limite. Più che il direttore dell’immagine, a volte mi sembra di essere tornato indietro negli anni, a quando ero un pischello e correvo su e giù tra l’archivio e la redazione alla ricerca della foto giusta o migliore.

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

La foto l’ho ritagliata dal giornale, insieme all’articolo titolato: baby killer in azione in pieno centro. Trenta righe che, sommariamente, descrivevano l’azione del giovane assassino.
Una notizia come un'altra, in una città abituata a quotidiane violenze e sopraffazioni.
Guardavo la foto ed io, che ero stato presente alla scena, avevo notato che la cura nel mettere in primo piano il ragazzo con il giubbetto rosso Ferrari che puntava la pistola, aveva cancellato ogni altro particolare.

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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

All’improvviso sentì una voce
- Ciao, voglio raccontarti la mia storia, disse la voce. Dunque: vivo dappertutto, quando scompaio non muoio e quando ricompaio, lentamente torno a dilagare.
Si guardò intorno cercando di capire da dove arrivasse quella voce, che intanto aveva ripreso a parlare.
- Non mi fraintendere non è un rebus è solo la storia della mia vita, che è tale da miliardi di anni. Pensi che sia una vita piatta? Monotona? Addirittura, inutile? Eppure, ho uno scopo anch’io.

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(Tempo di lettura: 6 - 12 minuti)

Si osservò allo specchio e non si riconobbe. Le rughe che gli scavavano la fronte e il viso erano certamente le sue, ma non rammentava quando avessero cominciato a prendere forma. Sembravano comparse all’improvviso, senza quel progressivo disfacimento epidermico, tipico dell’età che avanza.
Gli occhi guardavano da una stretta fessura. La bocca era una linea inespressiva con gli angoli delle guance flaccidi. Disordinate sopracciglia ingrigite separavano il viso dalla testa quasi calva. Il naso sembrava un’appendice grossa e bitorzoluta. I denti erano sottili e ingialliti.

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(Tempo di lettura: 9 - 18 minuti)

L’ispettore Lorenzi non amava il circo, lo considerava il braccio della morte di animali senza colpa, usati per profitto da bipedi aguzzini. Eppure, suo malgrado, era costretto a visitare quello che da quindici giorni aveva piantato le tende in città.
Uno dei trapezisti, Igor Swalenko, pochi minuti dopo essere miracolosamente sfuggito a un incidente durante il suo numero, era stato assalito da una tigre mentre percorreva lo spiazzo per tornare alla sua roulotte. Le sue condizioni erano gravi, ma non era in pericolo di vita, invece la tigre, unica colpevole con verdetto inappellabile, era stata prontamente abbattuta.

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(Tempo di lettura: 6 - 11 minuti)

- Buongiorno Jack
- Buongiorno Margò
- Jack nel pomeriggio sono libera; vorrei parlarti. Ci vediamo sulla spiaggia?
- Ehm, sì; devo solo disdire un impegno. Di cosa vuoi parlarmi Margò? Spero non si tratti ancora di quella storia.
- No Jack, è acqua passata. Ci ho riflettuto a lungo e ho capito che se ti fossi comportato diversamente sarebbe andato tutto a rotoli. Ti confesso che ero rimasta male nel vederti stringere un accordo con quello stupido di Aroon. Col senno di poi, devo riconoscere che avevi ragione tu.

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