Appunti di scrittura

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(Tempo di lettura: 6 - 11 minuti)

Quando la terra completa parte del suo giro di rotazione intorno al sole, dove prima c’era la notte, il sorgere della luce segna un nuovo avvio.

Come tanti piccoli ingranaggi di un moto senza senso e direzione, tanti corpi riprendono a muoversi.

Questa è la storia di cinque qualcuno, che in un giorno qualsiasi, di un luogo qualunque, in quella parte ora illuminata, danno senso e direzione a quel moto, fintanto un’altra notte non sopravanzerà alla luce.

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(Tempo di lettura: 4 - 8 minuti)

Oltre il vetro c’è un corpo che conosco bene: è quello di mio fratello; lo hanno operato stamani d’urgenza. Quando il chirurgo è uscito dalla sala operatoria non mi ha dato molte speranze «Me lo hanno portato morto, l’ulcera curata male, l’ha devastato. Spero riesca a farcela. Auguri.»

Sembravano frasi di circostanza, ma da come le aveva pronunciate avevo colto una sincera condivisione di dispiacere.

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Quando era ragazzo tutti i suoi amici lo invidiavano per come sapeva ballare, ed era cresciuto con la convinzione che fosse davvero un gran ballerino.

Ai suoi tempi l’unico ballo di coppia che facevano i giovani era il lento. Abbracciavi la partner, ti strusciavi di tanto in tanto e se lei avesse appoggiato la testa sulla tua spalla ti sarebbe stata consentito stringerla un po’ di più; far scivolare una mano fin sotto la schiena e se continuava a starci, strofinarti sul suo bacino.

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Se potessi tornare indietro non avrei paura, perché quando ti viene la trasmetti ovunque e a chiunque. La paura limita i pensieri, i gesti delle mani, i percorsi che intraprendi, la ragione della tua stessa vita. La paura impone domande, chiede risposte, mentre tu aspetti sperando che passi.

Tornare indietro non significa ricominciare, neppure aggiustare qualcosa che ci sembra sbagliato.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Nella vita avevo perso tante occasioni, perché al momento giusto mi mancava lo scatto necessario per volgere la situazione a mio vantaggio. La cosa più grave era che mi accorgevo quasi subito di aver perso l‘attimo, il “Carpe Diem”, come dicevano gli antichi, ed era inutile che tentassi di riparare; era sempre troppo tardi.

Mi succedeva anche con le donne, specialmente loro, che ritrovavo dopo alcune sere accompagnate a un amico, che mi aveva anche avvertito: se non ti butti tu, lo farò io.

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(Tempo di lettura: 1 minuto)

Spense le ottantatre candeline varcando l’ignoto confine della vita media, sorridendo con amarezza a figli e i nipoti che festeggiavano chi oltrepassa il tempo con un numero.

Aveva desiderato farlo con dei libri che passassero anche oltre la loro vita, ma s’era affidato a chi, con le parole altrui, viveva l’odierno.

Si era impegnato molto per realizzare quel sogno e non aveva più certezza di quanto tempo aveva per rimediare.

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(Tempo di lettura: 1 - 2 minuti)

Se mio padre e mio nonno avessero potuto assistere all’inaugurazione del museo archeologico nelle sale dell’aeroporto di Capodichino, gli avrei chiesto se avessero mai creduto possibile tutto questo, e mentre leggo gli articoli e guardo le foto pubblicate nelle news in rete, immagino le espressioni dei loro volti: accigliato e perplesso mio nonno, cavaliere del lavoro dopo cinquant’anni nell’aviazione civile; divertito e incuriosito mio padre, aperto a ogni novità.

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(Tempo di lettura: 6 - 11 minuti)

È successo quattro giorni fa.

Mio fratello non mi ha detto niente, fino a stamani quando ha esordito: «Papà è morto».

Mio padre viveva al sud. Noi ci eravamo trasferiti al nord, per coronare il sogno professionale di mia madre. Avevano deciso che avrebbe fatto il pendolare, fintanto non gli sarebbe stato possibile raggiungerci. Poi con l’improvvisa separazione, lui è rimasto al sud.

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Pronti, buongiorno Signò. Certo che vi ho conosciuto, è uscito il vostro nome da dentro allo smartphone. Alfredo? Uhm…. No, ancora non l’ho visto, forse è uscito mentre pulivo le scale. Si, ieri sera ho visto la luce accesa fino a tardi, le dieci, forse le undici, non lo so, Signò. Lo sapete che la sera prendo la pillola per dormire e spesso mi addormo davanti la televisione. Ma che dite Signò, quella è una malalingua.

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